DOP, IGP, STG, DOC, PDO, IGT, DOCG, VQPRD quante volte li abbiamo letti sulle etichette?

Sicuramente ogni volta che abbiamo cercato un prodotto di qualità. Forse perché abbiamo la sensazione, o perché lo abbiamo sentito in tv, o perché ormai “tutti sanno” che quelle tre/quattro lettere in maiuscolo aggiungono un grande valore al prodotto che le porta.

Ebbene, vogliamo fare chiarezza, ancora una volta, sul perché ogni tanto vale la pena spendere due soldini in più per portare a casa un prodotto a “Denominazione di Origine” o a “Indicazione Geografica”.
Esatto le lettere DO e IG indicano prodotti “speciali”, legati al territorio di produzione in maniera unica. Ma non solo, perché questi acronimi, di cui noi italiani siamo ricchissimi e orgogliosissimi (con 312 prodotti alimentari DOP, IGP e STG), sono, in realtà, sistemi di tutela garantiti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) e riconosciuti e tutelati a livello Europeo.

Fino ad ora abbiamo parlato di DO e IG, e le lettere che seguono? Non le abbiamo dimenticate e anzi, molti di voi saranno sorpresi da quello che segue:

  • La P in DOP IGP, significa “protetta” e viene utilizzata solo per i prodotti alimentari, ad esempio Prosciutto di Parma DOP, Limone dell’Etna IGP o il Grana Padano DOP;
  • La C e la G in DOC e DOCG, significano rispettivamente “controllata” e “garantita” e sono utilizzate esclusivamente, per i vini! In particolare, sono attribuite ai vini pregiati prodotti in aree molto limitate del nostro territorio;
  • IGT sta invece per Indicazione Geografica Tradizionale o Tipica, riguarda sempre e solo i vini, ma in questo caso indica produzioni relative ad aree viticole più estese;

Ora vi mettiamo davvero alla prova, chi ha mai sentito parlare di prodotti STG e VQPRD? Tranquilli/e, non sono maligni o nocivi, sono semplicemente meno conosciuti:

  • In Italia si contano solo tre prodotti STG, ovvero Specialità Tradizionali Garantite e sono: la mozzarella, la pizza napoletana e l’amatriciana! In questo caso il Mipaaf si è impegnato a proteggere non un prodotto ma proprio la ricetta, rendendola unica ed inimitabile;
  • VQPRD non è una parolaccia…è una sigla utilizzata dalla Comunità Europea il cui significato è Vino di Qualità Prodotto in Regioni Determinate, tra i quali rientrano le categorie DOC e DOCG.

Ora dovreste avere le idee un po’ più chiare! Alla Eli prosciutti siamo molto legati a queste lettere maiuscole, sono grande motivo di orgoglio e ci teniamo a rispettarle come vuole la tradizione, come vuole la nostra terra.