Chi di voi conosce questa piccola città gioiellino?
Parliamo di una città in quella parte di Pianura-Padana che arriva fino ai piedi dell’Appennino, immersa nel verde e a pochi chilometri dal mare: Parma. Popolata da circa 200.000 abitanti, Parma è diventata una città simbolo in Europa, grazie alla sua grande diversità gastronomica ed agricola. Proprio qui infatti ha sede l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Ma come mai questo centro così importante risiede proprio a Parma?
Durante gli anni ’60 Parma era considerata “la piccola Parigi”, con qualche “piccola” differenza: l’ineguagliabile accoglienza del cittadino parmigiano e la buona tavola.
Parma è una delle città più golose, conosciuta in tutto il mondo per le sue eccellenze gastronomiche come Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Fungo di Borgotaro e i suoi inimitabili piatti tipici, tra cui: tortelli d’erbetta, cappelletti o anolini in brodo, torta fritta (da non confondere con lo gnocco fritto), stracotto di carne e molto altro.
Adesso è facile capire come questa piccola città sia riuscita ad attirare l’attenzione gastronomica di tutta Europa su di sé! 

Perché vi raccontiamo tutto questo?
Proprio perché tutte queste prelibatezze, l’11 dicembre 2015, hanno consentito a Parma di essere la prima città italiana nominata “Città Creativa dell’UNESCO per la Gastronomia”.
La designazione UNESCO non è né un’etichetta, né un premio, ma l’esempio di un modello di sviluppo basato sul punto di forza della città: il buon cibo. Per UNESCO infatti il cibo non rappresenta soltanto un prodotto commerciale, ma il simbolo di un’intera comunità.
Dalla filiera corta al biologico, dal recupero delle produzioni tradizionali alle grandi filiere industriali, a Parma “sanno come si fa”: la conoscenza profonda dei trucchi del mestiere, la capacità artigianale e la trasmissione del sapere hanno posto le basi di una vera Cultura del Cibo e di una Filiera dell’Eccellenza.

Quindi se non siete mai stati a Parma, o non vi ricordate l’ultima volta che avete mangiato una buona fetta di prosciutto con un bicchiere di vino, venite a trovarci!

La nostra porta è rotta, è sempre aperta e al nostro tavolo c’è sempre un coperto in più, che non si sa mai…

A presto!